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Premio Internazionale
T o r s a n l o r e n z o
VI Edizione 3 Maggio 2008
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Convegno 2008
Il Convegno

Il Premio quest’anno si è arricchito di un altro evento scientifico di grande interesse, Il Convegno: “Pianificazione e gestione degli ecosistemi vegetali e del paesaggio nell’era dei cambiamenti globali”, sui temi dell’impatto dei cambiamenti globali (tra cui il global warming) sugli ecosistemi vegetali e il paesaggio.
Il dott. Agr. Lorenzo Ciccarese (APAT) si è soffermato sulla necessità di rivedere le modalità di gestione delle aree protette in Italia alla luce degli impatti in corso (tra cui la migrazione delle specie di 6 chilometri verso Nord e di 6 m verso quote più elevate ogni decennio) e degli scenari previsti dai climatologi da qui alla fine del secolo (aumento di 3-4 gradi centigradi della temperatura media e riduzione del 20-30% della piovosità sulla nostra penisola).
Una gestione più attenta e rigorosa delle aree protette è necessaria, come pure un’espansione delle aree tutelate (parchi nazionali, Natura 2000, aree Ramsar, siti UNESCO, ecc.), la creazione di corridoi ecologi per favorire la migrazione delle specie, un maggior dimensionamento delle nuove aree protette per avere variabilità micro-climatica, lo sviluppo più deciso dell’agricoltura sostenibile e di salvaguardia delle aree agricole ad alto valore naturalistico. Paola Sangalli, Presidente della “Asociacion Espanola de ingenieria del Paisaje – AEIP”, ha preso spunto da questi dati per presentare alcuni suggerimenti ai progettisti del paesaggio.
Questi devono essere pronti a riorientare il focus e gli obiettivi, integrando nella progettazione gli impatti futuri dei cambiamenti climatici e le altre pressioni sul paesaggio, per giungere a proporre l’uso di materiali più sostenibili (per esempio pavimentazioni porose all’acqua), specie vegetali più adatte al clima che cambia, minor uso di risorse, interventi più leggeri e meno invasivi.

 

Il Robot: Pre-Forest

A conferma di quanto scritto è stato presentato per la prima volta al pubblico lo speciale “Robot verde” ovvero il prototipo di Robot realizzato nell’ambito del progetto PRE - FOREST (ovvero “New European technology for cost efficient and environmental friendly production of pre-cultivated forest regeneration materials”), finanziato dall‘Unione Europea con il programma Craft con l’obiettivo di sviluppare un sistema innovativo per produrre piante precoltivate in vivaio, finalizzato alla riduzione al minimo di risorse naturali. Molto interesse ha suscitato la presentazione tra i partecipanti del convegno “Pianificazione e gestione degli ecosistemi vegetali e del paesaggio nell’era dei cambiamenti globali”. Il progetto è coordinato dai Vivai Torsanlorenzo con la partecipazione di tre imprese private Qs Odlingssystem (Svezia), Dytikomakedonika Fytoria (Grecia) e Vivai Torsanlorenzo (Italia) e tre istituzioni di ricerca: Università della Tuscia, Dalarna University (Svezia) e il National Research Foundation (Grecia).
Il sistema (Robot verde, come è stato battezzato) si basa sulla crescita delle piante per un periodo breve (4-5 settimane dalla semina), in micro-substrati (grandi come un tubetto di rossetto), disposti a densità fittissime, sino a 3500 piante/m². A questa fase segue il trapianto, meccanico, in qualsiasi forma di contenitore o direttamente in piena terra nel vivaio.
L’unità multi-piano, mobile, per la pre-coltivazione può essere facilmente regolato da un sistema computerizzato di controllo e monitoraggio per definire le condizioni ambientali ottimali per la germinazione e per la prima fase di crescita, adattabile alle specie più diverse.
Il Robot verde è un sistema chiuso di produzione, dove non sono usati pesticidi, mentre i fertilizzanti e l’acqua sono riciclati in continuazione.
Il modulo della tecnica della pre-coltivazione è stato adattato a un container di misura standard, tale da essere facilmente trasportato su camion, treno o nave, e raggiungere facilmente qualsiasi località, dove c’è necessità di produrre diversi tipi di piante, incluse quelle per l’alimentazione.
L’unità di produzione può essere usata per una varietà di obiettivi, tra cui la produzione commerciale delle specie più svariate, la propagazione di specie in pericolo di estinzione, ma anche per attività di ricerca sulla biologia e sulla fisiologia delle piante. Ma in futuro gli inventori del Robot sperano di estenderne l’uso anche in programmi più ambiziosi (basi scientifiche in ambienti estremi o spaziali).
I risultati della ricerca verranno resi noti in autunno, poi si potrà passare alla vera e propria produzione di questi robot, assicura uno dei coordinatori del progetto, lo svedese Anders Mattson