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Premio Internazionale
T o r s a n l o r e n z o
III Edizione 7 Maggio 2005
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Premiati dell'edizione 2005
Sezione A
La progettazione paesaggistica nella trasformazione del territorio

 

  • PRIMO PREMIO - Big Bay - Città del Capo
    • Per l' approccio ambientalistico e sociale e la reintroduzione e propagazione delle specie autoctone nel paesaggio costiero.

      1APlanning Partners
      Planning Partners è una diversa, multidisciplinare organizzazione e studio stilistico in Cape Town, Sudafrica.
      Cape Town è famosa per le sue fantastiche montagne e gli scenari costieri e per il suo unico patrimonio floreale. Questo Paese abbonda di imponenti scenari, flora e fauna, e tutto questo ci ispira come stilisti.
      Abbiamo competenze in progetti urbani, architettura del paesaggio e progetti ambientali.
      Benchè diversi in personalità e specializzazioni, la nostra squadra di architetti offre una combinazione unica di competenza e predisposizione, innovazione ed esperienza. Siamo al contempo professionali e appassionati del nostro paesaggio, la sua conservazione, creazione e gestione.
      Ad oggi, Planning Partners ha lavorato non solo in Sud Africa, ma anche Gabon, Nigeria, Mozambico, Zanzibar, Mauritius ed anche in Russia e in Grecia.
      Precedenti premi per progetti concreti, paesaggistici, gestione ambientale e di strutture pubbliche, illustrano la nostra versatilitˆ e il nostro successo.
      Fisicamente e socialmente, negli ultimi 10 anni, il SudAfrica è stato trasformato e noi siamo fieri di essere una parte della sua trasformazione.

      immagine 1Relazione:
    • Big Bay, situata vicino a Bloubergstrand, a nord di Table Bay
      è un'area in forte sviluppo che ha attratto e portato ambientalisti e il consiglio di Città del Capo ad esplorare, disegnare e creare un vero e proprio paesaggio tipico della zona del Capo.
      Circa il 40% di tale territorio è stato predisposto come area pubblica e tutelata, in cui l'ecologia, sensibile e vulnerabile, sarà perennemente protetta.
      L'equipe dedicata allo sviluppo di tale area ha adottato un approccio purista alla conservazione del paesaggio. E questo, insieme alle misure di conservazione dell'ambiente adottate a Big Bay sono di vasta portata. Piantagioni indigene sono state incluse su larga scala e la pianificazione territoriale comprende grandi distese di strandvelt lungo le catene di dune salvaguardate. Le istruzioni del cliente richiedevano uno sviluppo territoriale che fosse in sintonia con l'ambiente, che sopravvivesse il clima rigido di quest'area della Costa Ovest del Capo e dove il disegno degli elementi territoriali rigidi facesse da marchio della zona (questo aspetto non è potuto essere stato realizzato attraverso le piantagioni a causa di costrizioni ecologiche).
      Il territorio era originariamente abbandonato con il 90% della superficie infestato con Rooikrans, Port Jackson e Manatoka. Furono eseguiti considerevoli lavori di sterro e la vegetazione aliena fu sradicata e usata come pacciame. La protezione di questa vegetazione era uno dei fattori più importanti da considerare, quindi, piante locali sono state usate nel processo di decorazione vegetativa.
      Prima dei lavori di pulizia e di sterro, tutte le specie protette furono salvate e trasferite, i semi maturi e le talee raccolti a fini riproduttivi. Circa 750.000 piante di più di 50 specie furono cresciute e successivamente reintrodotte nel loro territorio.
      Strati del terreno in superficie furono rimossi e trasferiti nelle nuove aree di vegetazione, grazie al loro prezioso contenuto di semi e bulbi che contribuiscono alla creazione di un nuovo micro-sistema. I semi, le talee e tutti i materiali raccolti sul territorio e nelle sue vicinanze sono stati riprodotti a Langabaan nella serra dei Servizi ambientali di Vula, che sostenne tutti i lavori di ricerca, soccorso e riproduzione. Vassoi di semenza furono trasportati alla serra di Killarney Gardens dove sono stati cresciuti e preparati per essere piantati sul terreno. Le piante sono state fatte crescere in piena luce con irrigazione dall'alto.
      La selezione delle piante e` stata basata su una valutazione pratica delle condizioni del nuovo territorio dopo le costruzioni e ha incluso una serie di specie pioniere per stabilire rapidamente un clima adatto. Sutherlandia frutescens ed erbe pioniere sono state introdotte per aumentare le probabilità di crescita lenta delle specie: Rhus, Euclea e Sideraxylon.
      In tutte le zone sono state introdotte piante di 4kg o blocchi compressi. I terreni inoltre sono stati seminati e ricoperti di pacciame. Questo è risultato in una veloce formazione di vegetazione di base che ha sopravvissuto bene. "Big Bay non è stato un tradizionale lavoro di conservazione del paesaggio, ma è stato il primo progetto di ristrutturazione del paesaggio su larga scala. Tipico progetto di riabilitazione, dinamico in natura e in apparenza", dice Deon Van Eeden dei servizi ambientali di Vula.
      La vegetazione pioniera (Sutherlandia e alcuni tipi di erbe) degenera dopo 12-24 mesi quando la vegetazione secondaria come Leonotis e Chrysanthemoides inizia a spuntare. In questo periodo di tempo anche i Limoniums, gli Euclias e i restios iniziano ad apparire. Queste piante domineranno nel lungo termine fornendo un paesaggio a bassa manutenzione con minimo bisogno di acqua.
      Come il paesaggio, anche la manutenzione non è convenzionale. Le teste dei semi vengono accorciate per rimanere sulle piante finchè. Queste perdono le foglie per incoraggiare il processo naturale di semina e fornire cibo per uccelli, insetti e roditori. Il paesaggio sta quindi tornando ad un ecosistema naturale, secondo Van Eeden.

  • SECONDO PREMIO - Restauro di parti del parco di Villa Annoni, Cuggiono (MI)
    • Per la realizzazione armonica delle prospettive e dei rapporti fra i vari elementi  progettuali.

      1A Dott. Agr. Giuseppina Rabotti
      Arch. Nunzio Dego

      Giusi Rabotti si è laureata nel 1985 in Scienze Agrarie a Milano dove ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in Biologia Vegetale (1992).
      Ha inoltre conseguito la Specializzazione in Fitopatologia presso la Facoltà di Agraria di Bologna (1988) e il Perfezionamento in Architettura del Paesaggio presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano (1986).
      E' iscritta all'AIAPP e all'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Milano.
      Ha lavorato presso la Facoltà di Agraria di Milano fino al 2002 occupandosi di diverse tematiche di carattere ambientale. Ha collaborato con diverse riviste del settore (Giardini, Ville e Giardini, Gardenia, Bonsai) e libri (editi da Sperling & Kupfer, Zanfi Editori; Fondazione Lombardia per l'Ambiente).
      Tiene corsi e seminari su tematiche legate all'arte dei giardini presso la Facoltà di Scienze Naturali di Pavia, associazioni culturali e garden club. Svolge attività di consulenza in materie di carattere ambientale e fitopatologia. Si occupa di restauro di giardini storici (tra cui Villa Annoni, Villa Floriani, Castello di Coazzano, etc.), di progettazione di aree verdi per diversi comuni e imprese, di progettazione di giardini privati e pubblici e di riqualificazione ambientale.
      Collabora con il Parco Lombardo della Valle del Ticino dal 1999 al quale deve l'opportunità di aver potuto realizzare, tra gli altri, il progetto di restauro del Parco di Villa Annoni. Recente è l'attività di ricerca sul recupero del paesaggio agrario che è stata oggetto di importanti progetti di sistemazione paesaggistica di tenute agricole.
      Nunzio Dego laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 1984.
      Nel 1989 consegue il dottorato di ricerca in Composizione Architettonica presso l,Istituto Universitario di Architettura di Venezia.
      Ha collaborato con Giorgio Grassi dal 1986 a diversi progetti tra cui la biblioteca di Groningen (1989), la biblioteca del Nou-Campus universitario di Valencia (1990), il complesso edilizio Potsdameplatz a Berlino (1993), la nuova sede della Cassa di Risparmio di Firenze a Firenze (2004).
      Dal 1993 lavora con Giusi Rabotti su tematiche di architettura del paesaggio.

      Relazione:

      immagine 1Il progetto affronta il restauro del parco paesistico di Villa Annoni
      e il ridisegno a parco della sua parte agricola per una superficie complessiva di 23 ha (230.000 mq).
      I criteri di restauro e manutenzione del parco paesistico sono volti alla conservazione dello spessore storico che lo caratterizza e al recupero dei temi tipici del giardino paesistico che a Villa Annoni rivestono una notevole importanza storica, architettonica e culturale.
      Obbiettivi fondamentali sono quindi l'individuazione dei segni che la storia, con le testimonianze di cultura architettonica, botanica, ingegneristica e agronomica stratificatesi nel tempo, ha lasciato e il loro reinserimento nella conformazione attuale del giardino al fine di consentire la rilettura delle diverse parti e delle relazioni previste tra l'arredo vegetale, le decorazioni scultoree e le architetture di pregio (tempietto, coffee house, casa dei daini, casa dei capioli, cascinale agricolo, etc.) presenti all'interno del parco.
      Il parco paesistico ha subito nel corso del tempo varie trasformazioni e metamorfosi che si evidenziano soprattutto nella componente vegetale. Gli interventi di restauro e manutenzione previsti per questa parte importante del parco riguardano essenzialmente la salvaguardia del patrimonio arboreo esistente, la salvaguardia dei rapporti di equilibrio e delle proporzioni tra le varie parti del giardino e il recupero delle visuali prospettiche previste nel progetto originario.
      Il progetto prevede la valorizzazione dei singoli elementi arborei o di particolari raggruppamenti, l'abbattimento di specie vegetali improprie di recente introduzione in disaccordo con le caratteristiche naturalistiche e architettoniche del luogo, integrazioni e sostituzioni con essenze che presentano le necessarie coerenze stilistiche che lo stile del giardino suggerisce.
      Il nuovo disegno del parco intende riordinare tutta l'area agricola del parco storico. L'area agricola è stata oggetto di numerosi interventi svolti senza un vero filo conduttore che ne hanno compromesso gravemente l'ordine e l'originaria continuità estetica.
      Nella parte a Giardino paesistico gli interventi più urgenti e preliminari ad altri interventi di restauro riguardano la valutazione con specifici mezzi strumentali della stabilità strutturale. Il disegno del parco si articola secondo uno schema geometrico di percorsi e viali alberati che reinterpretano il linguaggio compositivo della campagna disegnata e ripropongono una citazione del paesaggio agrario lombardo.
      E' inoltre sottolineato il confronto con il cannocchiale prospettico del parco paesistico: a una prospettiva informale vengono contrapposti degli assi geometrici paralleli e con la stessa giacitura che disegnano tutto il parco. Su questi percorsi si susseguono una varietà di fatti e di vedute prospettiche che descrivono il parco allo spettatore.
      I percorsi sono delle sezioni del parco dove si alternano le varietà di alberi/filari, i vuoti dei prati e i fondali del parco. I filari e i boschetti disegnano spazi definiti in cui si inseriscono temi precisi come i giardini e il frutteto. I giardini sono pensati quasi come fossero giardini segreti rinascimentali. Piccole siepi di bosso ordinano spazi più raccolti, racchiudono ed esaltano le chiome di piccoli alberi e grandi arbusti da fiore. I giardini sono anche un'espansione dell'area giochi dei bimbi, che si troveranno così immersi nelle nuvole di fiori di ciliegi ornamentali, magnolie e lillà, che per tutta la durata della primavera e l'inizio dell'estate li accompagneranno nelle loro attività ludiche.
      Un altro elemento fonte di curiosità e di conoscenza è il frutteto. La bellezza è rappresentata dal rigore nel portamento, la geometria dell'impianto, la delicatezza delle fioriture, colori, forme e profumi dei frutti. Il tema delle rosacee è anticipato da una sorta di invito all'ingresso che, disegnato con le spettacolari fioriture di ciliegi da fiore, si scorge sia passeggiando nel bosco, sia arrivando dal giardino paesistico. In entrambi i casi sono gli alberi importanti del parco a definire la prospettiva e, in questa come in altre occasioni,è la sua storia a definirne le sue forme.
      Il viale di querce ha la sua origine nel giardino, accompagna la visita al frutteto per poi manifestarsi in tutta la sua bellezza nell'alternarsi con più ampie superfici a prato.
      Anche nel grande prato sono gli alberi che lo delimitano a costruire la scena: querce, platani, aceri campestri, gelsi, frassini, tigli, pioppi cipressini, avanzano dai campi e dal bosco e acquistano posizioni di primo piano, delimitano il grande spazio, costruiscono il fondale verde e una sorta di filtro protettivo verso il parco paesistico. I percorsi sinuosi del giardino paesistico continuano negli assi del disegno del disegno della lettura critica del progetto disegnato nella cartografia del Brenna.

 

Sezione B
La cultura del verde urbano
La qualità degli interventi nella città:
la piazza, il verde di quartiere, il parco urbano e privato

 

  • PRIMO PREMIO - L'antico fossato del Castello Roveriano dell'Abbazia di Grottaferrata (RM)
    • Per la progettazione dettagliata" e l'approccio poetico. Per il bilanciato riferimento alla storia e la ricerca di equilibrio  fra passato e presente.

      1A

      Arch. Laura Mascarino, Arch. Sandra Micale, Arch. Corrado Martini, Roberto Ortolani, Riccardo Aperti
      Laureati in Architettura presso l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, hanno frequentato presso università straniere ed enti di ricerca italiani corsi di specializzazione post lauream in storia dell'architettura moderna e contemporanea, urbanistica e progettazione ecosostenibile, ed il corso di master universitario in pianificazione e gestione dei centri storici e dei sistemi paesistico ambientali. Hanno svolto incarichi di didattica per l'università "La Sapienza" di Roma e di consulenza tecnica per il Dipartimento XIX del Comune di Roma. Svolgono insieme la libera professione dal 1994 avendo al loro attivo incarichi di progettazione negli ambiti del restauro e del recupero del patrimonio architettonico di edifici e complessi monumentali, della riqualificazione urbana e ambientale, nonchhè per la realizzazione di allestimenti per eventi espositivi e manifestazioni a carattere culturale, tra i quali:
      - Roma, Abbazia cistercense delle Tre Fontane, gli interventi per il recupero dell'antico essiccatoio del tabacco destinato a struttura ricettivo-alberghiera, del complesso di edifici dei vecchi fienili destinato a centro per attività culturali e dei laboratori artigianali ed alloggi destinati a comunitˆ alloggio per anziani (progetti realizzati);
      - Cesena (FC), piazza pedonale e parco pubblico per la riqualificazione delle aree in località San Carlo (progetto realizzato);
      - Roma, Abbazia di S. Maria di Grottaferrata (RM), gli interventi per il recupero del palazzo dei Commendatari sede della Biblioteca statale, dell'edificio dell'antica Tipografia destinato ad attività espositive ed eventi culturali e per la riqualificazione ambientale del fossato del castello roveriano destinato a nuovo parco urbano; allestimenti museali permanenti del centro per attività culturali dell'antica Tipografia (progetti realizzati);
      - Frascati (RM), studio urbanistico per la riqualificazione urbana e ambientale di un'area mista artigianale commmerciale - residenziale di P.R.G.;
      - Roma, Alessandrino - Roma VII, studio urbanistico per la riqualificazione urbana e ambientale mediante Programma Integrato.
      - Roma, piazza pedonale, parcheggio e parco pubblico attrezzato all'interno del P.P. n.68 di Zona "O" di P.R.G. (progetto in corso di realizzazione).



      immagine 1Relazione:

      L'intervento proposto interessa la vasta area di circa 6
      ettari dell'antico fossato del muro di cinta del Castello Roveriano della millenaria abbazia di San Nilo di Grottaferrata (Roma), edificato unitamente alle altre opere di fortificazione del complesso monumentale tra il 1482 ed il 1492.
      Il programma generale dell'intervento, ed il progetto che ha avuto seguito, hanno avuto l'obiettivo della riqualificazione, del recupero e dell'adeguamento funzionale del sito storico monumentale dell'antico fossato, il quale, strutturandosi come un nuovo parco urbano, aperto alla fruizione ed ad una pluralitˆ di funzioni, potesse fare da cerniera e costituirsi come simbolo tra la realtà urbana e la vita ecclesiastica che da secoli si svolge all'interno del complesso monumentale.
      L'intervento sul paesaggio dunque, come opportunità per un nuovo uso di un complesso storico e monumentale, con la trasformazione del fossato da luogo poco conosciuto e frequentato, cui è difficile accedere per propria natura, in un luogo vivo, contenitore di eventi culturali ed attività sociali. E con ciò potenziare ulteriormente la fruizione pubblica dell'abbazia, contribuire alla diffusione della cultura e dello spirito sociale in questo nuovo centro permanente della cultura che è già una realtà all'interno degli storici edifici della biblioteca statale e dell'antica tipografia situati all'interno del complesso monumentale e di cui i monaci Basiliani sono da sempre detentori, di concerto con il Ministero per i Beni e le attività Culturali.
      L'intervento di recupero del fossato si inserisce nel quadro dell'evento celebrativo del millenario della fondazione dell'Abbazia di San Nilo di Grottaferrata (1004-2004), che tuttora è in corso di svolgimento.

      IL PROGETTO: L'IDEA DI PARCO URBANO
      L'idea centrale del progetto sta dunque nella creazione di un parco urbano per il recupero di un sito storico monumentale. Un parco urbano che possa svolgere anche funzione di verde di quartiere e costituirsi come "piazza" per la strutturazione delle aree al suo interno.
      Tale istanza è stata sviluppata, in sintesi, rispondendo ai seguenti quattro temi:
      1.il nuovo parco e la città: localizzazione e percezione visiva
      Il fossato è il nuovo parco urbano, luogo simbolo in cui si incontrano città e abbazia: società e vita contemplativa.
      2.il recupero del luogo: storia, architettura e valori formali
      Il progetto recupera e valorizza l'immagine unica ed evocativa dell'antico fossato a difesa del monumento.
      3.il progetto: geometrie, relazioni e libere funzioni
      Le scelte di progetto nella geometria semplice dei manufatti e nelle forme libere delle aree arbustive e delle piantumazioni: canali visivi e prospettici, sequenze di forme e fioriture, alberature per la sosta e sistemi di sedute, libertà di fruizione lungo l'uniforme, compatto e vastissimo tappeto erboso
      4.la fruizione pubblica: rispetto del luogo e pluralità di funzioni
      Il nuovo parco, luogo di incontro realtˆ urbana ed ecclesiastica, può ospitare manifestazioni a carattere ecumenico e culturale, ma anche attività fieristiche e di incontro sociale. A tali requisiti rispondono le fasce di pavimentazione individuate nelle due aree di ingresso e nella grande area dedicata alle manifestazioni e le soluzioni impiantistiche predisposte per una flessibilità d'uso e gestionale.

      IL PROGETTO DEL VERDE
      La fruizione dell'area parco è prevista attraverso un lungo percorso libero nel verde, segnato da aree di sosta per la meditazione all'ombra di alberi e da zone "macchie" con fioriture distinte nelle stagioni dell'anno, ottenute mediante la messa a dimora di nuove essenze vegetazionali, quali gli esemplari arborei di ceratonia siliqua, gli arbusti dell'area mediterranea, bassi tappezzanti, dal sapore campestre e semplice, utilizzati come fascia di rispetto delle antiche mura di cinta e dei torrioni (Viburnum tinus 'Eve Price', Helycrisum italicum, Santolina chamaeciparissus, Festuca glauca) ed il vasto tappeto erboso (Festuca arundinacea).

  • SECONDO PREMIO - Greenproject Landenburg 2005
    • Per i contributi attenti alle differenti scale progettuali nella visuale integrata di un complesso sistema urbano.

      1AArch. Christof Luz
      Luz Landschaftsarchitektur

      Studio per pianificazione dei progetti, architettura e disegno del paesaggio, Stuttgart / Germany fin dal 1998.
      Fondata nel 1961 come Hans Luz + Partners
      Occupazione principale:
      - Pianificazione oggettiva (tutte le fasi dal progetto alla realizzazione):
      Spazi abitativi, giardini privati
      - Servizi alle imprese e alle industrie, commercio e industria
      - Edifici scolastici, scientifici e culturali - Centri clinici, centri benessere, servizi sociali
      - Campi sportivi, centri ricreativi, piscine (terme)
      - Parchi, giardini pubblici, aree pedonali - Cimiteri
      - Esposizioni di giardinaggio, eventi temporanei
      - Progetti di pianificazione urbana/ strutture
      - Progettazione di edifici di traffico
      - Competizioni

      Christof Luz
      - 1953 Stuttgart / Germany
      - 1973-1976 Studi al Technical College, Weihenstephan / Munich
      - 1976-1980 Staff di Peter Kluska e Hansjakob bros., Monaco
      - 1980-1985 Ufficio proprio in Berlino, diploma alla Technical University, Berlino
      - 1985-1997 Società con Hans Luz e Peter Wirth, Stuttgart
      - dal 1998 Luz Landschaftsarchitektur, Stuttgart
      Associazione di Architetti progettisti tedeschi
      - 1991-1996 Segretario, sezione Baden-WŸrttemberg
      - dal 2001 VicePresidente, associazione federale Camera degli Architetti di Baden-WŸrttemberg; membro
      .- 1991-1999 Gruppo di studio "Efficiencies in Landscape Design"
      - dal 1992 fa parte del Comitato degli insegnanti al Technical College Konstanz, sezione architettura
      - 1991-1992 Insegnante presso il Technical College Konstanz, sezione Architettura
      - dal 1994 Membro del Comitato per il Disegno urbano, Città di Stuttgart

      immagine 1

      Relazione:

      La città vinse il concorso e ricevette una sovvenzione di
      1.250.000,00 euro. Addizionati ai mezzi finanziari messi a disposizione dal comune e da altre istituzioni, per i lavori di trasformazione erano infine disponibili stanziamenti pari a 4.000.000,00 di euro. Durante la fase di progettazione che è durata dal mese di maggio del 2002 al mese di aprile del 2005, è stata costruita, tenendo conto di tutti gli aspetti urbanistici, ecologici e socioculturali della cittˆà, una "Cintura verde" con il compito di integrare e collegare fra loro le vie, le piazze, i cortili e i giardini del centro storico.
      Questa cintura verde racchiude entro un diametro di 3,5 km il centro storico della città. L'architettura paesaggistica, le installazioni artistiche, gli elementi naturali come per esempio i grandi prati e le rive del fiume, hanno permesso di creare delle oasi di riposo e di relax, dei punti panoramici e delle zone di ritrovo ma anche di gioco per i bambini. Tutto ciò è stato tessuto nell'ordito degli spazi fra città e fiume, fra città e campagna, cultura e natura. La "cintura verde" di Ladenburg avvalora la qualità urbanistica del centro città perchè crea preziosi spazi liberi, messi a disposizione dei cittadini per soddisfarne le esigenze più svariate.
      L'obiettivo principale era creare, partendo dal centro della cittˆ fino ad arrivare all'aperta campagna, un paesaggio sempre meno condizionato dalla mano dell'uomo, un passaggio graduale e attento dalla cultura alla natura. Qui di seguito una breve descrizione degli interventi più significativi:
      1. Bleiche: è una zona davanti alle mura della città vecchia e grazie al dissodamento di una gran parte dell'area, è stato possibile ridonare alla città una delle sue caratteristiche principali. La fila di alberi lungo la strada: Paulownia tomentosa e una siepe di Carpinus betulus. La striscia di piante perenni costituita da narcisi, Veronica teucrium 'Royal blue' e 'Shirley blue', Alchemilla mollis, Salvia nemorosa 'Mainacht' / 'Ostfriesland' e Deschampsia cespitosa 'Tauträger' garantisce la fioritura durante tutto l'arco dell'anno.
      2. Neckartorplatz: Le siepi potate a cubo sono di Prunus laurocerasus 'Etna'. Le chiome accuratamente potate e sempreverdi sottolineano l'importanza di questa piazza nella sua funzione di accesso principale alla città.
      3. Benzpark: Il parco è stato in parte dissodato e le superfici a prato riseminate.
      4. Festwiese (con impianto di sollevamento dell'acqua): L'ex campo sportivo è stato trasformato in un campo multifunzionale.
      5. Una nuova banchina di approdo per le barche: La scultura calpestabile dell'artista di Francoforte Claus Bury, sottolinea il concetto d'ampliamento degli spazi urbani verso il fiume e segna allo stesso tempo il nuovo accesso dall'acqua alla città
      L'accesso alla città è incorniciato da sei tigli potati "a cassetta" (Tilia cordata). La geometria delle chiome si inserisce perfettamente nel carattere urbano del paese.
      6. Spiaggia: Sulle rive del fiume Neckar è stata realizzata una spiaggia. L'intento è di mantenerla e di favorire nel tempo l'accumulo naturale di altra sabbia. Costruito nell'estate 2004.
      7. Neckarwiese
      8. Grande parco sul Mittleren Kandelbach: I lavori di disboscamento hanno permesso di liberare la vista sulla campagna circostante e verso il bosco di Odenwald. Lungo il corso d'acqua del Kandelbach sono stati piantati dei salici, alberi che hanno il loro sito naturale lungo le rive dei fiumi. Tipologia d'alberi scelta: Salix alba e Tilia cordata.
      9. Parco Waldpark: Si tratta di un ex giardino didattico e di ricerca, realizzato nel 1987 e ora bonificato e dissodato. Dissodamento: inverno 2002/2003, risemina del prato: primavera 2003.Sull'orlo del bosco sono state piantate le seguenti piante perenni, sottobosco con terreno umido: Alchemilla mollis, Eupatorium cannabinum, Filipendula ulmaria, Lythrum salicaria, Thalictrum flavum ssp. glaucum, Molinia arundinaceae 'Karl Foerster' e Iris sibirica 'Superba'.
      10. Dalberghof: In questo punto è stato ripristinata la delimitazione originaria delle mura storiche della città con un salto in altezza e la demolizione di alcuni edifici. Per la realizzazione è stato anche necessario abbassare il livello del cortile della scuola limitrofa. Porta la città al fiume.
      11. Deichwiese: Continuazione della Bleiche verso Sud, la zona supporta il concetto di collegamento spaziale fra la città e il fiume. Dissodamento: inverno 2002/2003, semina il prato: primavera 2004.

  • MENZIONE ONORARIA - Spreebogenpark - Berlin - Germania
    • Per il gioco di grande respiro progettuale e la raffinatezza degli effetti grafici dei dettagli nei piccoli giardini.

      1AArch. Toni Weber
      w+s Landchafts architekten
      Toni Weber

      Architetto paesaggista HTL/BSLA
      Nato 21.07.1954 in Schaffhausen
      Studi/lavoro:
      1972: Certificato di apprendimento: Pesaggista
      1979: Diploma: Landscape architect HTL, ITR Rapperswil
      1981: Manager: Gürnplanungsbüro Solothurn
      1983: Apertura di un proprio ufficio in Solothurn insieme a Luzius Saurer, dipl. Architetto paesaggista HTL/BSLA
      1984 - 1988: Istruttore presso la scuola estiva in Solothurn
      1992: Membro della Associazione Professionale BSLA (Bund Schweizer Landschaftsarchitekten)
      1997: Membro del BSLA
      1999: Cambio strutturale di ufficio e nominale in w + s Landschafts architekten BSLA, Toni Weber, 5 impiegati.
      Riconoscimenti:
      1996: Premio Europa Nostra: Schloss Waldegg, Feldbrunnen conservazione giardini storici, in collaborazione con Stöckli, Kienast, Köppel + Partner
      2001: Premio "Auszeichnung ausgewählter Bauten im Kanton Solothurn": Amtshausplatz Solothurn
      2002: Premio "Auszeichnung für Landschaft, Architektur und Design": Gemeinschaftsgrab St. Niklaus, Feldbrunnen bei Solothurn
      Pubblicazioni:
      - Landschafts - und Gartenarchitekten und ihre Kreationen, Switzerland Buchverlag: Stichting Kunstboek bvba, Belgium, 1999 ISBN: 90-74377-86-6
      - Landschaftsarchitekturführer Schweiz Hrsg.: BSLA Birkhäuser - Verlag für Architektur, 2002 ISBN: 3-7643-6587-0
      - Jardins d'aujourd'hui en Europe. Fra arte e architettura By Penelope Hill, Publisher: Fonds Mercator, 2002 ISBN: 90- 6153- 494-1
      - Articoli su svariati giornali, tra cui: Topos (D), Garten + Landschaft (D), Anthos (CH), Hochparterre (CH), Facts (CH), Weltwoche (CH)

      immagine 1


















 

Sezione C
Giardini privati urbani e suburbani

 

  • PRIMO PREMIO - Parco privato "Le Torrette" Agnone (IS)
    • Per la forza del segno progettuale e la grande libertà formale pur nel rigore dell'approccio metodologico.

      1AArch. Giancarlo Fantilli
      Nato a Roma nel 1961, è architetto con laurea in "assetto del paesaggio" presso "La Sapienza" di Roma, socio AIAPP.
      Nel 1990 crea con un gruppo di giovani colleghi il "T Studio", e con loro inizia un percorso di ricerca che negli anni si concentra sui temi degli spazi pubblici. -concorso per l'interfaccia porto-città a Marina di Carrarra (Primo premio).
      - Concorso per il lungomare di Ostia (RM) "area naturalistica" ( primo premio).
      - Concorso per il lungomare Pyrgi a Santa Severa (RM) (secondo premio).
      - Concorso per il lungomare di Santa Marinella (RM) (terzo premio).
      Sempre dal 1990 è consulente del WWF Italia (oasi urbana a Villa Ada-Savoia a Roma, restauro e recupero della Torre di Perna a Decima - Malafede, Roma).
      Dal 1999 collabora con il Comune di Amilly in Francia per il quale realizza una serie di interventi.
      - Parco pubblico "Terres Blanches" .
      - Parco pubblico "Le bon accueil".

      immagine 1Relazione:

      Lo spirito con cui è stato affrontato il progetto sovrappone
      le esigenze di un nuovo parco privato a quelle di un vero e proprio recupero ambientale.
      L'area in oggetto si sviluppa complessivamente su 15.000 mq., è situata in una zona periurbana all'interno di un fitto bosco misto di querce e presenta un'orografia particolarmente acclive.
      Se da una parte queste caratteristiche rappresentano il punto forte del sito, dall'altra ne moltiplicano la complessità e la fragilità. Gli interventi precedenti al progetto del parco avevano apportato forti modificazioni all'intera area interessata, sia dal punto di vista orografico che naturalistico.
      I forti sbancamenti realizzati per la costruzione dell'abitazione e dell'edificio adibito a spogliatoi, nonchè del campo da calcio attrezzato, avevano rimodellato completamente il profilo dell'area creando un'alternanza di zone in piano e zone con fortissima pendenza.
      L'abbattimento di quasi tutti gli esemplari arborei presenti in precedenza, nonchè degli arbusti e del sottobosco, avevano ulteriormente compromesso la situazione idrogeologica, e provocato una cesura nel paesaggio del bosco visibile anche da grande distanza.
      Fenomeni di ruscellamento e dilavamento erano i chiari sintomi di un equilibrio ormai compromesso. Il paesaggio circostante presenta una serie di caratteri molto tipici in cui si coniugano componenti naturali e antropiche frutto di una antichissima storia: terrazzamenti, muri di sostegno in pietra a secco, campi coltivati e frutteti si alternano a fitte macchie di caducifolie, a pascoli e prati. L'area in oggetto, per la sua posizione e conformazione, propone un punto di vista privilegiato per la percezione e il godimento di questo paesaggio, ma al contempo ne costituisce una frattura dal forte impatto. Recuperare, per quanto possibile, la situazione idrogeologica e ricontestualizzare l'area nel suo ambito paesaggistico sono apparsi subito gli obiettivi primari del progetto.
      Descrizione degli interventi
      Il primo e più urgente problema da risolvere è stato quello relativo all'orografia: si sono addolciti i terrazzamenti esistenti introducendone di nuovi e rimodellando i profili.
      La seconda fase del cantiere è stata quella relativa alla vegetazione. I nuovi impianti hanno seguito diversi criteri sia per quanto riguarda la posizione che la scelta delle specie e delle varietà:
      1) Reintrodurre il bosco lungo i margini interni del parco e in particolare lungo il lato est. In questo caso si sono scelti alberi della stessa specie di quelli del fitto bosco di caducifolie circostante a prevalenza di querce, mentre sul terreno è stato ripristinato il ricco sottobosco preesistente.
      2) Impiantare un filtro visivo che attenui l'impatto del campo da gioco senza impedire l'insolazione delle facciate esposte a sud degli edifici. La scelta, a tale scopo, è ricaduta su un filare di carpini piramidali.
      3) Creare delle zone ombreggiate durante i mesi estivi nelle aree attrezzate per la sosta e il godimento del paesaggio. Dei gruppi di tiglio ci è apparsa la scelta che più rispondesse a questa esigenza.
      4) Segnalare le piccole piazzole che punteggiano il parco negli incroci tra i percorsi. Degli esemplari di albero di Giuda con le loro fioriture e il loro particolare andamento si differenziano dal paesaggio circostante senza però creare strappi troppo stridenti.
      5) Utilizzare una serie di alberi da frutto impiantati dai proprietari precedentemente agli interventi descritti in maniera casuale. Gli esemplari sono stati trapiantati e raggruppati in un piccolo frutteto con impianto regolare come nella tradizione della campagna circostante.
      6) Migliorare la capacità di resistenza dei suoli al dilavamento e al ruscellamento. Si è operato sia a livello arbustivo, nervando la scarpata con una serie di siepi miste perpendicolari alla pendenza , sia a livello erbaceo applicando con la tecnica dell'idrosemina un miscuglio di graminacee adatte a tale scopo.
      7) Criteri più generali sono stati quelli relativi alla valutazione dell'esposizione, della composizione del terreno, dei venti prevalenti, delle temperature, delle necessità idriche, della manutenzione.
      8) Non ultimo, è stato perseguito l'obiettivo di creare un parco che sottolineasse il susseguirsi delle stagioni proponendosi sempre con aspetto, forme, colori, profumi, rumori e sapori sempre diversi.

  • SECONDO PREMIO - Parco di Oltremare - Riccione - Italia
    • Per l'originale trattamento del tema dello spazio ricreativo ed il corretto uso delle piante.

      1APaesaggista Paola Muscari
      Arch. Alessandro Del Zotto

      La passione per i giardini la porta a dedicarsi alla progettazione del verde, e al diploma in Landscape Studies all'Università di Edimburgo nel 1986.
      Nel 1992 apre a Verona lo Studio di Paesaggistica con i colleghi Alberto Ballestriero e Maria Giulia da Sacco.
      Oltre che dei parchi tematici Oltremare e Aquafan, si è occupata prevalentemente di opere di urbanizzazione e verde pubblico di complessi residenziali, in Lombardia Veneto Emilia-Romagna, di numerosi giardini privati, della riqualificazione ambientale delle Mura di Verona e del Parco di Castel S.Pietro.
      Ha partecipato ai progetti premiati di vari concorsi tra cui quelli per Parco pubblico a Motta di Livenza, Giardini pubblici a San Bonifacio, Restauro del giardino di Palazzo Bottagisio a Villafranca.
      Ha curato la pubblicazione 'Itinerari botanici di Aquafan' e sta scrivendo un libro sui giardini dell'Isola d'Elba.
      Dal 2001, all'inizio del progetto di Oltremare, con lo Studio collabora l'architetto Alessandro Del Zotto.


      immagine 1

      La cronologia dell'intervento
      Nel giugno dell'anno 2004 è stato aperto a Riccione
      OLTREMARE, nuovo Parco tematico dedicato al mare e all'evoluzione delle terre.Il progetto, di grande complessità, su master-plan canadese, comprende laghetti e passeggiate attraverso vegetazioni che evocano habitat diversi. La progettazione esecutiva degli esterni e del verde è iniziata nel 2001, e i lavori di piantagione sono durati dall'autunno del 2003 all'estate del 2004, quando il Parco è stato inaugurato. Un nuovo stralcio si è concluso nel febbraio 2005.
      La vegetazione del Parco di OLTREMARE
      La vegetazione, nel Parco, ha il compito di ammorbidire le linee dell'edificato e collegare le diverse strutture con grandi masse arbustive e siepi. Ma, soprattutto, vuole richiamare paesaggi e ambienti diversi, come i boschi di pianura, i frutteti, le foreste, le paludi, le pinete costiere. Infine, la vegetazione si propone come attrazione in sè, sotto la forma di giardini tematici. Le tavole presentate in questo Concorso si riferiscono specificamente a questo ultimo aspetto. I giardini di OLTREMARE hanno come obiettivo quello di ricreare immagini o suggestioni del mare, oppure di essere formati da piante tipiche delle coste.
      Le forme marine
      Si comincia attraversando un bel prato di onde, dal quale emerge una Balena bianca con il suo piccolo, sopra un pendio di Ceanoto tappezzante dalla fioritura blu (Ceanothus thyrsiflorus 'Repens'). Duecentocinquanta piante di Bosso (Buxus sempervirens) formano lo scheletro della Balena. Più avanti ci si può inoltrare in un labirinto costituito da una spirale di cespugli: è chiamata la 'Spirale del mare' proprio perchè le basse siepi di Rosmarino (Rosmarinus officinale) ricreano la forma di un'enorme Conchiglia. E sulla strada, già prima dell'ingresso, una grande Stella marina di Pittosporo nano (Pittosporum 'Nanum') accoglie i visitatori.
      I colori del mare
      Tutto il perimetro di OLTREMARE è delimitato da una lunga siepe formata da più specie che, in modo diretto o solo evocativo, richiamano il mare: alimo, ulivo, olivello spinoso, eleagno e lecci.
      La caratteristica più evidente di questa siepe perimetrale è il colore verde chiaro-argenteo, come i riflessi delle onde nelle giornate di sole, su uno sfondo di cespugli più scuri. La siepe è formata da una pianta usata raramente nelle sistemazioni paesaggistiche in Italia, ma molto evocativa, la Porcellana di mare o Alimo (Atriplex halimus), pianta sempreverde con foglie coriacee. La si incontra in prossimità del mare ed ha una particolare resistenza ai venti salmastri.
      I profumi del mare
      Provate ad annusare l'aria, sentite il profumo del mare? Questo è appunto il giardino dedicato ai profumi del mare. Ci si inoltra nel percorso che si insinua tra le dune ricoperte da fitti cespugli, allargando le braccia, in modo da sfiorare con le mani le foglie. Qui si possono ammirare alcune tipiche piante mediterranee, fortemente aromatiche: Lavanda, Cisto, Mirto, Ginepro, Salvia, Timo. E anche una pianta meno conosciuta, ma che forse pi di tutte le altre contribuisce a rendere profumata l'aria dei nostri mari: l'Elicriso (Helicrysum italicum), dall'intenso profumo di liquirizia.
      Le pinete costiere
      Prima di affondare i piedi nella morbida sabbia e tuffarsi nel mare, spesso si passa attraverso una Pineta. Una pineta può sembrare simile all'altra: ma c'è Pino e Pino! Qui nel Parco di OLTREMARE una pineta di Pini domestici (Pinus pinea) ombreggia i percorsi, ed è protetta a sua volta da una pineta di Pini marittimi (Pinus pinaster), dalle chiome meno compatte che lasciano filtrare il vento. Alcuni dei Pini domestici di OLTREMARE sono grandi esemplari di circa 50 anni di età, alti più di 6 metri.
      La vegetazione delle lagune
      Lungo le coste si estendono tratti di lagune e paludi, ottimi rifugi per gli uccelli stanziali e migratori. Nel percorso di OLTREMARE questi ambienti di confine fra terra e mare vengono disegnati nell'immaginario grazie ad alcuni elementi caratteristici: la palude attraversata da grandi sassi colorati, il piccolo stagno delle ninfee, con piante fiorite che amano stare con i piedi nell'umido come l'Iris acquatica (Iris pseudacorus), dalla fioritura giallo brillante. Nei laghi più naturali la vegetazione palustre è la canna, il carice, il giunco, assieme al pioppo, al salice e all'ontano.

  • MENZIONE ONORARIA - Valorizzazione paesaggistica camping village " Le Rocchette" - (GR) - Italia
    • Per l' originalità degli spazi  e l' uso corretto delle piante.

      1AArch. Paola Talà
      Nasce a Livorno il 29/06/69.
      Si laurea in Architettura a Firenze nel 1995 (110/110, lode e pubblicazione), con una tesi sulla valorizzazione paesaggistica del settecentesco acquedotto di 'Colognole' (Prof. Guccione).
      Si specializza in Architettura del Paesaggio a Genova nel 1999 (50/50 e lode), con una tesi sulla riqualificazione del Lungomare di Livorno (Prof.ssa Annalisa Maniglio Calcagno)
      - Socio AIAPP dal 2001
      - Collabora con la Facoltà di Architettura di Firenze come professore a contratto sui temi attinenti la progettazione ecologica del water-front e della città storica e partecipando a ricerche sullo studio del paesaggio e della frammentazione paesistica.
      Svolge attività di libera professionista occupandosi di studi e progetti su paesaggi e giardini storici e contemporanei.
      Ha pubblicato monografie, contributi e articoli di storia della città e del territorio e di architettura del paesaggio.
      Attualmente impegnata nella progettazione di giardini e aree private sulla costa toscana, a Roma e Milano.

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  • PREMIO SPECIALE - Giardino de “Los rehues” - Isola Balboa, Lago Calafquen, Cile.
    • Per la qualità del disegno  e la sua espressione artistica.

      1As.e.l.f. - officina di architettura
      E' un team formato dagli architetti: Stefan Pollak, Ernesto Iacangelo, Luigi Rebecchini, Francesco Jacques Dias.
      Fondato nel 2002, opera nei campi della progettazione architettonica, paesaggistica e nel design d'interni ed esterni, inoltre svolge attività di consulenza in materia ambientale e paesaggistica.
      L'approccio interdisciplinare al progetto con l'apporto di competenze specifiche è alla base della filosofia dello studio.
      Nel laboratorio della struttura si realizzano prototipi di elementi d'arredo e strutture leggere, qui avviene la sperimentazione diretta sulle potenzialità dei materiali e le loro forme.
      s.e.l.f. - officina di architettura collabora a programmi di ricerca e didattica presso la Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre.
      Arch. Niccolò Cau
      Svolge attività didattica e di ricerca presso la Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre.
      Partecipa a seminari e concorsi di progettazione, ponendo attenzione verso gli aspetti del paesaggio, della sua fruizione e organizzazione, anche a scala territoriale.
      Ricardo Waker
      Paesaggista, lavora tra il Cile e l'Italia. Ha realizzato numerosi interventi in Sud America. Collabora con lo studio s.e.l.f. - officina di architettura curando gli aspetti botanici e paesaggistici.

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